Come accettare e vivere con serenità il processo di invecchiamento

Dal punto di vista medico-scientifico, l’invecchiamento è un processo di degenerazione che coinvolge le cellule, i tessuti e gli organi. Dopo la fascia d’età compresa tra i 20 e i 30 anni inizia uno stato di decadimento lento, ma progressivo che indebolisce l’organismo e rallenta le funzioni fisiologiche. Enunciata in questa maniera la vecchiaia sembrerebbe una delle peggior iatture che possano capitarci. E invece non è così. Fa parte del ciclo della vita e possiamo intervenire in maniera diretta e responsabile affinché evolva nel miglior modo possibile. Scrive il professore Raffaele Morelli direttore della rivista Riza Psicosomatica: «Voler restare giovani a tutti i costi, a livello estetico, tratto tipico dei nostri tempi, alla lunga fa male alla psiche e quello che ne risulta è molto peggio della vecchiaia: è l’infantilismo. Quando dici “voglio restare giovane” ti costruisci un progetto artificiale, scegli un’età e pretendi di tornare lì. Ma attenti: chi vuole restare fermo in un punto dello sviluppo non resta mai lì ma torna indietro. Niente è immobile in natura, si tratta di un’illusione: non resti giovane, diventi infantile, che non vuol dire bambino, ma adulto non cresciuto. Non ti arresti ma indietreggi, deperisci e non sviluppi più il cervello: diventi il ritratto di una persona superficiale e immatura. Il cervello ha una sua giovinezza perenne che l’età non intacca ed è questa la sola eterna giovinezza da coltivare. Il tuo volto era già presente nel tuo seme da quando sei stato concepito, in tutti i suoi mutamenti, da bambino fino a oggi e oltre. Lo scopo del tempo è farti svolgere negli anni il tuo tema, contenuto tutto intero in quel seme e in quel volto. L’anima sviluppa funzioni diverse man mano che cresci, ognuna per ogni età: si cambiano i pensieri, le modalità di rapportarsi, i comportamenti. Soprattutto sfrondi l’inutile, diventi essenziale e diretto: diventi “te”, sempre di più. Ti importa sempre meno di cosa pensano gli altri, sei tu e basta: questo è il dono dell’età matura, la libertà di pensiero e di vita» Un punto fondamentale nell’invecchiare bene è accettare con serenità i cambiamenti che avvengono nel proprio corpo come un processo naturale del ciclo della vita. Accettarsi non significa rassegnarsi, ma sfruttare al meglio quello che siamo, focalizzandosi e lavorando attivamente per cambiare ciò che può essere cambiato, migliorare ciò che può essere migliorato Un elemento importante per l’accettazione dell’invecchiamento è mantenere la mente attiva. Diceva Totò: «Non ho paura di invecchiare, a volte mi fa rabbia solamente l’essere intrappolato in un corpo che invecchia. Ma la mente, quella è ancora di un ventenne». La Casa di riposo è considerata come l’ultima tappa della propria vita, ma, specie negli ultimi anni non è più da intendere come mero parcheggio dove l’anziano è lasciato al suo destino ad attendere il momento del suo passaggio a “miglior vita”. Le terapie occupazionali, le attività di animazione che vengono realizzate seguendo i desideri degli anziani, sono uno strumento importantissimo che si utilizza per migliorare notevolmente la qualità della vita. Se le attività di animazione vengono poi supportate, come succede in Rsa a Ferrera, con la collaborazione di tutte le figure professionali, in particolar modo dalle Operatrici socio sanitare, nasce un gruppo coeso che contribuisce notevolmente a creare una atmosfera di piacevolezza.