

Materiali di scarto, vittime di una pandemia che ha fatto pagare loro «il prezzo più alto» e di una cultura della produttività che li rende spesso un peso: gli anziani sono invece «una benedizione per la società» Papa Francesco ha iniziato un nuovo percorso di riflessione e nell’udienza generale di mercoledì 23 febbraio interamente dedicata al senso e al valore della vecchiaia, per far capire bene la ricchezza di questa categoria e incoraggiare il dialogo con i giovani, evitando che questi scadano nello smarrimento e i nonni nell’avvilimento. Un passaggio davvero importante è quello in cui il Pontefice chiede non solo piani di assistenza ma anche di «Esistenza». (fonte Vatican News). In questo contesto si inquadra il nostro lavoro, quello di essere mediatori di risorse per i nostri anziani e farli sentire ancora protagonisti del loro tempo. Riflessioni che facciamo nostre perché ci invitano a riflettere sul valore e l’importanza di ogni operatrice ed operatore che, a vari livelli, lavora in una struttura come la nostra che non deve avere la funzione di «parcheggio» di anziani i cui parenti non possono più prendersi cura. La Casa di Riposo può e deve diventare un’opportunità per la terza e quarta età dove poter socializzare, vivere serenamente gli ultimi anni della propria vita, riscoprendo interessi ed essendo protagonisti della propria vita. Anche per i soggetti fortemente compromessi a livello cognitivo, con deficit importanti, ci sono strumenti adeguati come la stimolazione sensoriale, la “Rot” e la musicoterapia, di cui abbiamo già avuto modo di approfondire gli aspetti fondamentali per poter far vivere con serenità il loro quotidiano. Il Pontefice ha fatto riferimento alla carta dei diritti dell’anziano. Un documento molto importante che si divide in tre capitoli: “Per il rispetto della dignità della persona anche nella terza età”; “Per un’assistenza responsabile”; “Per una vita attiva di relazione”. «La persona anziana – si legge all’inizio della prima sezione del documento – ha il diritto di determinarsi in maniera indipendente, libera, informata e consapevole con riferimento alle scelte di vita e alle decisioni principali che lo riguardano». Conseguente il dovere dei familiari e di quanti interagiscono con la persona anziana di fornirgli il sostegno le conoscenze necessarie. Segue la considerazione della Commissione: «Il fatto che una persona anziana abbia perso alcune capacità fisiche e strumentali per vivere la vita quotidiana (lavarsi, alimentarsi, far uso del denaro, dei mezzi di trasporto, ecc.) non deve tramutarsi automaticamente in un giudizio di incapacità di decidere». Il compito dei familiari, di chi si occupa di loro come noi operatrici ed operatori di Rsa è quello di valutare con oculatezza e sensibilità le singole situazioni che non sono mai tutte identiche. Papa Francesco ha evidenziato come di fatto, nella rappresentazione del senso della vita, e proprio nelle culture cosiddette «sviluppate», spesso «la vecchiaia ha poca incidenza». Come se fosse «un’età che non ha contenuti speciali da offrire, né significati propri da vivere”. Inoltre, «manca l’incoraggiamento delle persone a cercarli, e manca l’educazione della comunità a riconoscerli».